Apri la mente e migliora il tuo gioco

Un sacco di giocatori sembrano essere bloccati in una modalità fissa di gioco, non importa quale modalità sia; non riescono a scrollarsi di dosso questa modalità di gioco, perché l’hanno mantenuta da quando hanno iniziato a giocare. Magari hanno portato qualche miglioria, ma la base, il core del proprio gioco, non è mai cambiato davvero: chi ha iniziato col giocare solo value tende ancora ad arrivare allo showdown con la mano migliore, chi ha goduto quando ha provato l’ebbrezza dei primi bluff tende a cercare di far foldare all’avversario la mano migliore.

Insomma, chi è di indole aggressiva, continua a bluffare di più, chi invece è di indole passiva, continua a preferire azioni come check e call.

Quando ci si siede al tavolo da poker, bisogna cambiare identità. Non possiamo essere quelli che siamo nella vita reale, dobbiamo cambiare. Potete essere dei timidoni nella vita reale, ma al tavolo da poker dovete diventare aggressivi. Potete essere dei super-impulsivi, ma al tavolo dovete essere molto riflessivi.

Tornando a noi, il problema principale dei giocatori dei microlimiti che impedisce la scalata dei livelli è uno solo: non aprire la mente, e di conseguenza il proprio gioco. Continuano, invece, a giocare in una certa maniera, allo stesso modo di sei mesi fa, un anno fa, cinque anni fa. Einstein disse: “La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.”

Nel poker la musica non cambia: il 95% dei giocatori continua a giocare a poker nella stessa maniera pensando sia giusta, elencando poi vari fattori come la causa delle loro sconfitte.

Il bello è che gran parte dei giocatori sa benissimo che il loro modo di giocare non è il più vincente, visti i loro risultati, però non cambiano. Perché? Perché cambiare la routine è complicato, fare cose diverse è difficile.

Se tu ti svegliassi a mezzogiorno per cinque anni, quanto tempo impiegheresti per svegliarti alle 5 del mattino ogni giorno? Quanto sarebbe dura farlo il primo giorno? E per ventuno giorni? E per tre mesi? E per tre anni?

È chiaro che il 95% dei giocatori presenta gravi leak nel proprio gioco, alcuni inoltre sono anche giocatori vincenti, semplicemente perché la gran parte dei giocatori non riesce ad exploitare i loro leak, e hanno invece leak ancora più gravi. Quando i giocatori vincenti iniziano a scalare i livelli, incontrano man mano avversari sempre più forti che sanno bene come exploitare i loro leak, e in generale ci sono meno giocatori con leak gravi.

Andiamo a vedere quali sono le aree e le dinamiche di gioco cui bisogna porre maggior attenzione.

1. La 3bet

Molti giocatori dei micro hanno range stretti di 3bet. Tendono a 3bettare soltanto le mani davvero buone e, in certe dinamiche, a callare mani che avrebbero una ev maggiore se 3bettate invece di essere flattate. Ad esempio, se siamo da piccolo buio e il bottone rilancia, il flat con una mano come 99 ha sicuramente ev positiva, ma la 3bet ha ev ancora maggiore!

I vantaggi della 3bet sono molteplici: guadagni l’iniziativa, rappresenti una mano forte e tendenzialmente il tuo range è più forte del range con il quale il tuo avversario chiama, aumenti la possibilità di giocare un piatto heads-up invece di un piatto multiway, di conseguenza aumenti anche la possibilità di vincere il piatto, giochi per piatti più grossi con le tue mani migliori, metti più in difficoltà l’avversario su tutte le street, sei quello che detta legge, mentre il tuo avversario la subisce. Capisci il cuncetto?

Come migliorare quindi quest’area di gioco? La parola d’ordine è: analisi!

Analizza il tuo gioco, vedi se ci sono mani che potresti 3bettare invece di flattare. Ad esempio AJo, che tendi a flattare da bottone contro open di cutoff, potrebbe essere un’ottima candidata da inserire nel tuo 3betting range e toglierla dal flatting, dato il suo buon card removal (ci sono meno combo di mani forti nel range del tuo avversario) e la sua equity dignitosa contro il calling range avversario. Anche KQo potrebbe essere un’altra ottima candidata 😉

2. La second barrell

Saprai quasi sicuramente cos’è una continuation bet, e sono sicuro che ne fai un grande uso al flop. Peccato che non ami così tanto la sua sorella maggiore, chiamata second barrell. Cos’è? Semplicemente la continuation bet che fai al turn, dopo averne fatta una flop. Quanti sono i vantaggi della second barrell? Molteplici.

Aumenti la possibilità di prendere il pot uncontested, arrivi al river con un range più definito, mantenendo l’aggressione e costringendo il tuo avversario a prendere una decisione più difficile, dato che il pot inizia a crescere e di conseguenza anche l’importo da pagare per continuare nella mano. E restando fermi su questo tema, indovina come si sentirà il tuo avversario a ricevere aggressione anche al river dopo che hai rilanciato preflop e bettato sia flop che turn? Esatto, molto alle strette. E la decisione river va a farsi ancora più complicata, dato che dovrà prendere una decisione che costa più soldi.

Bettare turn aumenta anche il successo delle tue cbet flop, perché se i tuoi avversari notano che dopo aver bettato flop betti molto spesso anche turn, saranno meno inclini a callare flop. Perché diciamocelo, ai giocatori che popolano i microlimiti non piace tanto foldare. Vogliono vedere almeno il flop, e se prendono un pezzettino, voglio vedere anche il turn. E se sanno che turn tu tendi più a fare check che bet, realizzano di avere più possibilità di arrivare al river e callano flop più allegramente.

La soluzione è semplice anche in questo caso: la prossima volta che al turn sei indeciso tra bettare e checkare, BETTA!

3. La Thin Value Bet

Ripetiamo un attimo un po’ di teoria. Perché si punta? Ci sono due motivi: per farci callare da una mano peggiore e per far foldare una mano migliore. A volte, però, quando si punta per valore, veniamo chiamati anche da mani migliori della nostra. Questo perché la nostra mano non è la migliore contro il 100% del range avversario. Ecco quando si effettua una thin valuebet: quando si punta contro un range che contiene molte mani peggiori e poche (meglio se pochissime) migliori della nostra.

Perché è così importante? Perché è il tipo di bet che ai microlimiti dovrai fare maggiormente. I range avversari tendono ad essere più larghi del normale, quindi quando hittiamo abbiamo una mano più forte di quella del nostro avversario, ma dobbiamo riuscire a farci callare, tendenzialmente con size più piccola del normale, quindi dobbiamo invogliarlo a chiamare anche con quella parte di range debole che però non può (vuole) foldare vista la size piccola.

Pensa a quante volte hai checkato back river girando la mano migliore. Molto spesso, vero? Lo so, perché se sei ai microlimiti, questa è la tua leak più grave: non estrai abbastanza valore dalle tue mani migliori.

Un altro grande vantaggio di thin valuebettare è di rendere il tuo range river meno leggibile. Se tu bettassi river solo quando sei certo di avere la mano migliore, i tuoi avversari giocherebbero alla perfezione contro di te. Se invece inserisci nel tuo range di bet river anche del value più thin, i tuoi avversari sono meno inclini a bluff catcharti (chiamarti con la speranza di trovarti in bluff) in quanto chiamare le tue bet river è più complicato.

Cosa ti serve per thin valuebettare con successo? Una migliore capacità di leggere il range avversario. Tutti sanno valuebettare AA su A637J, ma se sullo stesso board avessi A5?

Ricorda questa regola: più è coordinato il board sul quale betti, maggiore sarà la probabilità che il tuo avversario calli. Questo perché su Jf9f7c con flush draw ci sono molti più draw rispetto a A92r, e i giocatori tendono a fare più errori callando più del dovuto invece che foldando più del dovuto.

Riprendiamo i due flop come esempio e facciamo cascare gli stessi turn e river, 3 e 3. Quindi il primo board sarà Jf9f7c 3c 3p, il secondo A92 3 3. Secondo te, in una dinamica big blind vs button, il tuo avversario, che ha 98, su quale board sarà più incline a chiamare la tua three-barrell, sul primo o sul secondo?

Se hai risposto sul primo, clap clap. Se hai risposto sul secondo, male.

Questo perché i tuoi avversari ti assegnano più bluff quando punti su board connessi e su river che non chiudono nessun progetto. Sul secondo invece ti assegnano un range più polarizzato, il classico “hai l’asso oppure no”, ma essendo tu original raiser e bettando flop turn e river, le possibilità che tu abbia un asso sono decisamente alte, e questo lo intuisce pure il più stupido dei tuoi avversari. Ciò non vuol dire che tu debba bluffare sempre in questo spot su questo tipo di board, anche perché il loro range è composto di molti Ax che ti foldano si e no dopodoMAI.

Continuerò la discussione sulla thin value bet in un articolo a parte, perché c’è bisogno di approfondimento.

Per ora è tutto 🙂

2 commenti su “Apri la mente e migliora il tuo gioco”

  1. Pingback: L’arma segreta ai microlimiti: la thin valuebet – MicroStars

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