L’arma segreta ai microlimiti: la thin valuebet

Eccoci giunti ad un nuovo ed entusiasmante articolo del blog! Perepeeee Perepeeeee perepeperepeperepeeeeee!
Lo aspettavate con ansia, vero? Ammettete che stanotte non avete chiuso occhio, su! 😀

Cazzate a parte, parliamo di cose serie, ed oggi, cari miei, parliamo di una cosa seria, serissima: vi svelo l’arma segreta per non perdere manco un goccio di value! E non parlo mica del “bet piccola, punto piccolo, giusto per farci chiamare”. No, perché la thin valuebet è così chiamata perché è il VALUE ad essere thin, NON PER FORZA LA SIZE. Vero che di solito la size segue il value, ma potete bettare pure pot con second pair se avete la certezza (o la quasi certezza) che oppo vi calli la bet pot anche con il classico A-high.

Parliamo però di spot più reali, non di quelli irrealistici che capitano una volta ogni mese.

Ho già detto cos’è la thin value bet nell’articolo precedente, ma se te lo sei perso o te lo sei già dimenticato (è passato solo un giorno, che cazzo!) lo ripetiamo perché ripetita iuvant. Ah, nel caso, questo è il link: https://microstars.it/apri-la-mente-e-migliora-il-tuo-gioco/

La thin valuebet è una bet fatta per estrarre valore da quella parte di range avversario che contiene molte mani peggiori della nostra e poche (meglio se pochissime) che ci battono. That’s it.

Perché è così importante e sto frantumando i maroni da giorni? Perché la thin valuebet capita così spesso ai microlimiti che ha un impatto assurdo sul tuo winrate. Questo è vero soprattutto perché le thin valuebet sono spesso fatte al river, dove gli importi sono più grossi. Ricordi l’ultima volta che hai checkato back una mano di valore medio per poi scoprire di avere la migliore e oppo ti gira una mano che ti avrebbe callato una bet river, magari piccola tipo 1/3? Bene, quello è uno spot dove potevi thin valuebettare. Non l’hai fatto? Male.

Ma il thin value non si ottiene soltanto con una bet river. Si può estrarre thin value anche preflop. Ad esempio, se sappiamo che un certo player ci va a flattare sempre alla 3bet, una mano come AJo può essere una mano da 3bettare for value (thin, chiaramente, ossia “sottile”,”piccolo”). Possiamo anche isolare con una mano come K9o per estrarre thin value contro un certo tipo di avversario, ad esempio uno che limpa le mani trash e apre quelle buone.

Parliamo un attimo di size. Minore è la size, minore è la frequenza con cui deve funzionare. Una bet di 1/3 al river ha bisogno di essere callata da una mano peggiore 1/4 delle volte per essere profittevole (in realtà è breakeven, ma da questo punto preciso in poi diventa ev+). Ecco uno schema veloce di bet size e frequenza di successo necessaria

Bet pot: 50%

2/3 pot: 40%

1/2 pot: 33%

1/3 pot: 25%

1/4 pot: 20%

Come vedi, minore è la size, minore è la frequenza di successo necessaria. Forte, eh? Thin valuebettare ti permette di ottenere dei call anche dalla parte più debole del range avversario. Fagli 1/4 pot e vedi se ha il coraggio di foldare third pair. Ai microlimiti poi, mi aspetto un call anche con Ace high.

Lo sai perché la thin valuebet è così utile? Perché oltre a estrarre il massimo value possibile, funziona anche da blocking bet quando sei fuori posizione. E non avere paura di essere raisato a caso ed essere costretto a foldare una mano con la quale ti saresti sentito più confident a check/callare, non succede abbastanza spesso.

Sai che puoi usare la thin valuebet anche quando hai il nut assoluto? Metti caso di avere AA su AA398. Non puoi bettare grosso, ti pare? Da cosa speri di essere callato? Bet piccola is the way 🙂

Riduci la tua size quando hai il nut o quasi e il range del tuo avversario contiene mani che quasi mai calleranno river, come draw missati. Questo però ti sarà utile anche quando avrai un draw missato a tua volta 😛 Quando sai che la gran parte del range avversario è composta da draw missati, usa size piccola 😉

Man mano che diventerai più bravo a leggere la mano (o meglio, il range) avversaria, diventerai sempre più bravo a thin valuebettare 🙂 Osserva, analizza e sperimenta 🙂

1 commento su “L’arma segreta ai microlimiti: la thin valuebet”

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